Fu costruito per volontà del dott. Olinto Della Lucia, amministratore delegato delle Regie Terme, fu costruito su progetto dell'architetto Mario Bacciocchi che si era avvalso della collaborazione dell'architetto Renzo Beretta, autore Fontana del Nettuno e di Galileo Chini che nel ristorante del Gallo d'Oro e nella Taverna del Cacciatore ha lasciato alcuni dipinti. La costruzione del complesso architettonico fu affidata all'impresa dell'ingegner Fonio che aveva ceduto il terreno di sua proprietà. Il complesso dedicato a Diana cacciatrice, fu inaugurato nel 1929.   Poggio Diana
Nel 1937 le autocorriere che fanno servizio dal Berzieri al Poggio Diana fanno scendere i visitatori all’entrata, dove acquistano i biglietti di ingresso, mentre coloro che arrivano con l'automobile, pagano una tassa e entravano con la macchina, che viene posteggiata nella rimessa posta sotto il campo da Tiro. Salendo si poteva ammirare la fontana di Nettuno che regge un tridente attorniato da delfini e mostri marini, posto su una conchiglia. Alla sera veniva illuminala con vari colori e poteva essere ammirata a distanza di parecchi chilometri. A destra c'era la grande piscina con trampolino per i tuffi da varie altezze. Al bordo della piscina dominava, la statua di Venere, dea dell'amore e della bellezza. Proseguendo oltre la piscina, a destra campi da tennis, giochi di bocce e il Tiro a segno. Giunti alla casa friulana dove la statua di Diana cacciatrice sembra attendere i visitatori, a sinistra una fontana. Le terrazze risonanti del jazz-band interpolato dai secchi spari dei tiratori che nella piattaforma inferiore sono in gara di tiro a volo o al piattello. Spettacolare era il paesaggio, la pianura Padana e le alpi che ne fanno da corollario. In comunicazione con la terrazza dove si balla una vasta sala dipinta in modo originale dal Chini rappresentava un cortile dove asciugano al sole le biancherie di casa e dove luccica l'insegna del Gallo d’oro, vicino è il banco delle bibite, la bene attrezzata cucina, la gelateria e pasticceria. Scendendo per la scaletta interna si raggiunge al piano di sotto la così detta Taverna dei cacciatori dove è un altro banco per bibite, una sala di ritrovo ed una caratteristica cucina friulana riprodotta al vero col camino al centro, sedili intorno, grossi alari in ferro battuto, schidioni e candelieri. Fuori della sala si apre una seconda terrazza, sotto a quella ove si balla, disposta in modo da formare una loggia per godere lo spettacolo di quanto avviene nel campo di tiro. Questa disposizione è stata sfruttata più duna volta per organizzare opere come Aida, Carmen, Lucia di Lamermoor e il Piccolo Marat che fu diretto in una memorabile serata, dallo stesso autore, il Maestro Pietro Mascagni. Sul fondo del campo di tiro veniva costruito il palcoscenico con i suoi fondali e le sue quinte, la vasta piattaforma era mutata in grandissima platea e le terrazze in loggie.
In un angolo del giardino, vi è una costruzione di stile neoclassico, il piccolo Tempio della Salute che reca all'esterno, un'iscrizione latina: "Hic quies corporis animique solatium curis amotis". Qui la quiete del corpo e dell'anima (qui) il sollievo, avendo rimosso ogni preoccupazione. All'interno, una grande tazza è scavata nella pietra, da cui sgorga l'"aqua sanatrix". Il Poggio Diana ha chiuso i battenti alla fine dell'estate 2009, con un gran finale, il primo di novembre del 2009, dedicato ad Halloween. Andiamo al Poggio, bastava questo per capire che si andava a trascorrere una giornata diversa dalle solite sulle colline salsesi. 
Tratto da
Nuova guida Salsomaggiore Mava 1937
Ricerca storica di Silvia Cabassi
 
 


 
 
 
 
 


 


 
 
Tratto Da
Salsomaggiore illustrata, 28 giugno 1934 - Domenica 24 -
Ricerca storica di Silvia Cabassi

 

 

 

 

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