1899, il Parmense e le sue stazioni balneari - 1. Il Salsese - Il Comune di Salsomaggiore

1899, il Parmense e le sue stazioni balneari - 1. Il Salsese, il Comune di Salsomaggiore.

1899, il Parmense e le sue stazioni balneari - 1. - Il Salsese -  Il Comune di Salsomaggiore - Il Salsese, costituito dagli ultimi lembi delle valli del Ghiara e dello Stirone, di bellissimi e fertilissimi piani, va mano mano inalzandosi all’alto Appennino costituendo una regione essenzialmente preappenninica. Il suolo, feracissimo alla sua superficie, dà ottime messi e alimenta molte piante; il bestiame e la cacciagione sono abbondanti; più produttivo è il sottosuolo, che asconde forse miniere di salgemma, di petrolio, di ferro e rame, così che da meati sotterranei vien fuori gas idrogeno con petrolio e acque salso-jodo-bromiche di portentoso uso terapeutico; acque solforose e acque ferruginose.

1899, il Parmense e le sue stazioni balneari - 1. Il Salsese -  Il Comune di Salsomaggiore

Poche regioni preappenniniche possono competere con il Salsese, per la bellezza dei paesaggi, dove i panorami più variati compaiono ad ogni tratto, ora vasti o sconfinati sulla pianura immensa ora ristretti sulle cime del turrito Appennino.

Poche regioni preappeniniche possono raggiungere la mitezza e trasparenza di questo clima; che insieme alla natura del suolo, concorre efficacemente ad un buon rimpasto organico.

Dal forte e gentile Appennino scendono i torrenti Ghiara, Rovacchia, Stirone e Parola coi loro corsi paralleli da levante a ponente, e che arricchiti dai loro rivoli formano direi quasi lo schema di questa regione collinosa le cui alture non raggiungono i 500 metri sul livello del mare.

L’ appennino digradando, a forma di cortine dalla cresta al piano, lascia che i castagneti cedano il posto ai vigneti e alle messi, che la meschina capanna dell’alto colle si trasformi nella igienica casa colonica e nella signorile villa che qua e là spuntano fra il verde dei prati e il folto fogliame.

I campanili, i castelli e gli stabilimenti balneari si ergono quale affermazione della fede, della storia, e del lavoro riabilitatore della Italiana idroterapia.

Nelle prime frazioni collinose del Salsese si vede, nel fascino d’una natura superiormente bella, il villaggio di Banzola specchiantesi nel torrente Parola; più in giù a sinistra: S. Vittore nei cui pressi esistevano: una rocca ed un castello antico; fra il verde delle sottostanti vallette del Ghiare e di rivoli s’erge il comunello di Contignaco coi ruderi del castello omonimo. Altiero per la sua rinomatissima acqua solforosa, e pel suo castello, che godè fama di forte nel medioevo, spunta il villaggio di Tabiano e la sua celebre stazione balneare contornata da alberghi di prim’ordine. Fra le due Gerre Salsesi si adagiano i villaggi di Marzano e Congelasio lindi e freschi, già famosi per le estese piantagioni boschive oggi ridotte a fertili campi.

Per ultimo, formano leggiadra cornice a Salsomaggiore verso nord, i villaggi di Bargone, celebre
pel suo castello e la geologia e zoologia del suo suolo, Scipione, famoso pel tradizionale castello. Salsominore per le sue sorgenti minerali, ora chiuse, e Vigoleno celebre pei suoi squisiti vini e pel suo castello vero nido in luogo aspro e selvaggio.

Dal belvedere di Salsomaggiore ( Castellaccio ) volgendosi ai punti cardinali, si gode incantevole panorama e si domina tutto Salsomaggiore che maestoso s’adagia nella spaziosa conca fra i torrenti Citronia e Ghiara, fiero di aver dato i natali al Romagnosi e felice dispensatore di salute all’umanità sofferente.

Ubicazione.

Il Comune di Salsomaggiore giace sotto il 44°, 48’, 36” di lat. e il 27°, 38’, 15” di long. — Confina coi comuni di Borgo San Donnino, Noceto e Varano dei Melegari ad est; col Comune di Pellegrino Parmense e la Provincia di Piacenza ad ovest; col comune di Borgo San Donnino e la Provincia di Piacenza al nord.

Ha un’estensione di 77 chil. quad. con una popolazione di 6468 anime (secondo il censimento del 1894 fatto dal Municipio).

Frazioni.

Salsomaggiore. — Capoluogo del Comune ( si descriverà in seguito).

Tabiano. — Stazione Climatica e Balneare (si descriverà in seguito).

Bargone. — A 4 chilometri a nord-est di Salsomaggiore:
Ha un castello medioevale, chiesa, scuola, cava di gesso, sorgente d’ acqua salsa (Cento-pozzi). Importante nel campo zoologico. Case sparse sui colli: popolazione 965 anime.

Scipione. — A circa 3 chilometri a nord-ovest di Salsomaggiore: Consta di un castello medioevale (ove da poco tempo si è installato un buon ristorante), chiesa, scuola, case sparse sui colli: popolazioni 399 anime.

Contignaco. — A 5 chilometri e mezzo a sud di Salsomaggiore: Si osservano: Ruderi di un castello e di una rocca medioevale, chiesa, scuola, case sparse sui colli: popolazione 523 anime.

Salsominore. -- A 2 chilometri ad nord-ovest di Salsomaggiore: Anticamente chiamavasi Salso Joco aveva una rocca ed un celebre ed antico oratorio (S. Nicomede), che conserva. Ha scuola, chiesa, case sparse sui colli. Sorgenti d’ acqua salsa, gas e petrolio: popolazione 569 anime.

Vigoleno. — A 7 chilometri circa a nord-est di Salsomaggiore : sul colle di S. Stefano alla destra del torrente Stirone. Solo una parte del territorio appartiene a Salso. Il suolo è abbondantissimo di fossili e minerali
e vi si ammirava una grotta di stalattiti e stalagoniti (pur troppo ora asportate). Ha chiesa, castello medioevale fortissimo, case sparse sui colli: popolazione sottoposta al comune di Salsomaggiore 249 anime.

San Vittore. — A 9 chilometri a sud di Salsomaggiore: Ha chiesa, scuola, case sparse sui colli: popo-
lazione 678 anime. Aveva una rocca medioevale « Castelvetro di Corticelle ».

Cangelasio. — A 6 chilometri a sud-ovest di Salsomaggiore: Ha chiesa, scuola: popolazione 283 anime. L’ ex governo Parmense vi aveva piantato un bosco: La Valle esteso 140 ettari, che provvedeva la legna occorrente alla confezione del sale; esso bosco oggi è ridotto in parte a piantagioni.

Marzano. — A 3 chilometri a sud-ovest di Salsomaggiore: Ha una chiesa, case sparse sui colli: popolazione
305 anime. Vi si ammira il grandioso serbatoio d’acqua dolce delle Regie Saline e Bagni.

Banzola — A 9 chilometri a sud-est di Salsomaggiore sul torrente Parola. Ha chiesa, case sparse sui colli: popolazione 154 anime.

Linee di Comunicazione.

Il capoluogo Salsomaggiore e tutte le frazioni sono collegate fra loro per mezzo di buone strade carrozzabili e di strade non sempre praticabili, vicinali mulattiere e di sentieri. Il Capoluogo è allacciato a Borgo S. Donnino con un’ottima tramvia a vapore (vedi cap. seguente).

Prima del 1860 questo comune aveva penuria di strade: solo nel 1860 s’incominciarono a costrurre le strade carrozzabili ora ultimate e ben tenute: Salso - Borgo — Salso - Tabiano — Salso - Castelnuovo Fogliani — Salso - Pellegrino Parmense — Salso - Scipione - Fiorenzuola: oggidì se ne contano altre ancora le quali tutte concorrono a rendere agevoli le gite ai varii colli, castelli e località importanti del comune (vedi pianta topografica del comune).

1899, il Parmense e le sue stazioni balneari  - L. Battei - ParmaCenni Geologici - Mineralogici e Zoologici.

Naturalmente la costituzione geologica del Salsese non differenzia da quella della regione Parmense
da noi di già accennata; però crediamo di aggiunger qui altri cenni più particolareggiati e che interessano il suolo di Salso.

Le colline di questo territorio sono formate di masse argillose, calcari cenerine e giallastre dell’epoca Pliocenica e contengono cave di sabbia giallognola e stratificazioni di fossili marini; ciò prova come un tempo questa plaga di terreno fosse coperta alle acque del mare.

Il Lyell nel suo manuale di geologia elementare dice: « La marna bruna grigiastra e cenerina della formazione subappennina è molto alluminosa e contiene ordinariamente una forte proporzione di materia calcare e di laminette di mica. Presso Parma, ove essa raggiunge uno spessore di 600 metri, è cosparsa di conchiglie marine, alcune delle quali vissero in acque profonde ed altre in acque basse ».

Il Lyell soggiunge ancora;

« È sufficientemente oggi provato che gli strati sabappennini del Brocchi, benché composti principalmente di vecchio Pliocene, appartengono a differenti epoche terziarie; Così p. es., le stratificazioni di Superga, al miocene; quelle d’ Asti e di Parma come la marna cenerina di Siena al vecchio Pliocene; mentre le conchiglie della sabbia gialla superiore si avvicinano alla forma più recente del Mediterraneo e forse al nuovo Pliocene ».

La grotta delle acque ferruginose, che nel 1861 fece costrurre il March. Guido Dalla Rosa, era formata di tufi (conglomerati conchigliari) che trovansi presso le sabbie gialle nei quali si riscontrano il Cariophille Coespitosa, il Pecten Jacobaeus, ove è palese la forma del nuovo Pliocene.

In tutto l’esteso circuito da Salsominore a Tabiano, che racchiude Salsomaggiore, Pozzoli, Centopozzi, ecc., appare evidente la formazione sedimentale di questa regione.

Le sorgenti saline si incontrano per molti chilometri all’intorno di Salsomaggiore; alla profondità di parecchi metri e spesso per meati sotterranei, sgorgano alla superficie del suolo con pochi gradi di densità, mentre nei vari pozzi artesiani segnano parecchi gradi Beaumé e nell’approfondirsi aumentano sempre di densità fino a 16°. Questa densità non viene superata da nessuna altr’ acqua similiare.

Il fenomeno fa supporre che il sottosuolo Salsese, specie quello di Salsomaggiore, sia una miniera di Salgemma. Su tale asserzione tanto il Marchese Guido Dalla Rosa quanto l’Ing. Giuseppe Magnaghi fecero degli studi e delle ricerche, che apposite pubblicazioni portarono a conoscenza degli studiosi, alle quali noi rimandiamo il lettore amante di saperne di più.

Verificate le stratificazioni, fatte colla trivellazione dei pozzi artesiani, si è constatato che esse sono composte di marne calcari ed argillose alternantisi colle sabbie micacee.

Frane ed avvallamenti ebbero un tempo a turbare questa regione: famose quelle avvenute nel VI secolo per le quali i pozzi si interrarono e non si rinvennero le acque che dopo moltissimi anni. Ciò fu confermato dal fatto di aver trovato piante, ossa di animali e grosse travi di rovere annerite quale lignite nei lavori di sterramento eseguiti verso il 1870 in Salsomaggiore. Oggi il terreno di Salso è 'assodato e sicurissimo. Nei pressi di Monte Canate trovasi un grosso ammasso di serpentino verde, che accenna essere la (stessa catena del Prinzera la quale ebbe, assieme ad altre, ad irrompere nella Provincia Parmense, pertando lo sconvolgimento geologico delle località di Pellegrino e di Fornovo: presso questo serpentino vedonsi traccie di carbonato di rame.

È anche importante il Salsese per altri fatti geologici: 1.° alla profondità di pochi metri dal terreno alluvionale recente, le acque sono ferruginose; di esse se ne hanno in Salsomaggiore, a Piè di Via, Pellegrino e Varano. Tale fatto lascia supporre la presenza di minerali di ferro e rame che spesso sono associati nelle miniere di ferro: 2.° insieme con l’acqua di quasi tutti i pozzi artesiani vien fuori petrolio e gaz idrogeno carburato: 3.° nella zona Messiniana e nella sua parte superiore (territorio di Tabiano) esistono le sorgenti di acqua solforosa gravida di acido solfìdrico.

Nel campo zoologico possiamo accennare che presso Bargone vennero rinvenuti resti di Elephas Meridionalis Falc, di Rhinoceros, e di Rhinoceros Merki Jaeg. L’ Illustre Geologo Jssel elencò le conchiglie e i fossili dandone apposita pubblicazione e l’illustre Professore Strobel ne scrisse un’altra che riguarda le famose Terramare o Accampamenti, che si rinvennero in questa regione, oggetti che arricchirono i musei di Milano e di Parma e la scienza di preziosi studi.

Cenni Storici.

Questa terra è antichissima e le sue sorgenti e Saline risalgono forse a circa 200 anni prima dell’era volgare. Da un documento del 1772 rilevasi che:
« Questi siti et loghi erano antighissimamente aspre et spinose selve piene di sterpi et al piano tutto paludoso con fruti silvestrici, et i soi abitatori abitano sule coline et monti in abituri et capanne fatti con sassi, mattoni et terra et vi erano prime de la città di Parma et Piacenza et i soi abitatori che stavano in questi loghi et coline et monti visini erano Toschi et di poi gente venuta dalla Gallia della Celelata et che erano di gran ferocità et indomanti et che pertanto scampavano et vivevano la loro vita tutto l’anno con deti fruti silvestrici et radichi et erbe : et in questo antigo logo della Prugnola (così chiamavasì allora Salsomaggiore) deto Potiolo della Noce anche in quel di deta gente della Gallia Celtica facevano et confetavano dello sale con l’acqua salina, et che pertanto ricavano del profiguo ». (Della lingua dei primi abitatori d’ Italia di Stanislao Bardetti - Modena 1772). Sembra adunque che i Galli Celelati confettassero il sale entro potaniere e si pretende che nell’idioma gallico Celhelath o Kilelath significhi
« Acqua Salsa o Sale ». Sembra pure, come si è detto, che sullo scorcio del VI secolo questa località fosse sconvolta da un cataclisma e che le acque scomparissero per qualche secolo per poi ricomparire dopo lungo lasso di tempo.

Lo Scarabelli dice:

« I pozzi del sale per antichissime frane ed avvallamenti del VI secolo si coprirono: le acque poi si manifestarono, e dopo due secoli furono raccolte ». La serie di documenti su Salsomaggiore che merita credito, comincia dal 798. Sono i seguenti:

Cenni Cronologici.

Un diploma di Carlo Magno concede ai fabbricatori di sale esenzioni e privilegi (798).
Garibodo, Vescovo di Parma, assegna ai Canonici della Cattedrale la metà del territorio Salsese e del sale che esso produceva (877).
Il vescovo Sigifredo (Piacentino) assegna al monastero di S. Savino dodici moggia di sale e settantadue anfore di salamoia (1000).
Nel 1001 fu eretto, vicino al Castello che esisteva sul Monte Castellacelo (costruzione dell’ epoca Romana) un monastero dedicato a S. Antonio. Un atto della Comunità di Piacenza da cui Salso dipendeva fin dal 1141, gli dà il diritto di far sale (1204).
Nel 1205 s’inaugurò l’antica chiesa Plebana di stile gotico a croce latina con porticato davanti alla porta maggiore: essa sorgeva superiormente all’odierna parrocchia dedicata a S. Vitale; cadde nel 1571 e nel 1610 fu costruita quest’ultima alquanto meschina e brutta.
Federico II costituiva in Salso il corpo Municipale e concedeva al nascente Comune lo stemma che tutt’ora conserva (una Salamandra nel fuoco).
Fin dal 1355 esisteva sulla piazza principale di Salso il palazzo Comunale che aveva sul davanti ampio porticato a volte: sovra esso si ergeva un’alta torre quadrata con orologio e campana; nel 1767 venne ristaurato e poscia ridotto allo stato nel quale si trova oggi.

Nel 1360 fu edificato il convento dei Serviti che modificato e ingrandito è divenuto l’attuale albergo Grande.
Nel 1373 le soldatesche, di Bernabò Visconti distrussero il Castello ed il Convento eretti sul monte Castellacelo.
Nel 1387 Giovanni Vivalta istituiva un piccolo ospedale detto « Della Misericordia » o « Dei Pellegrini » pei malati poveri di Salso. Esso ebbe vita fino al 1507 in cui il Vescovo di Piacenza l’abolì. Un atto del 1309, di Luigi XII re di Francia, bolle e indulti di Leone X, diplomi e convenzioni di Francesco I, Carlo V e Filippo di Spagna, del secolo XVI, contemplano leggi e regolamenti intorno alle Saline e ai boschi dai quali si ricavava la legna per la fabbricazione del sale.
Nel 1568 si edificava la chiesa di S. Bartolomeo sul luogo ove esisteva un’antica Salina.
Nel 1748 sorse l’Oratorio del Rosario.
Dal 1772 al 1775 don Arcangelo Copelli istituiva un piccolo monte di pietà ed un monte di abbondanza (Frumentario), entrambi oggi trasformati in Opera Pia Copelli. Al cadere de’ tempi di mezzo la storia del Salsese è un’ appendice della storia di Francia, Spagna ed Austria che se ne contesero il dominio. Al principio dell’età moderna essa storia si confonde con quella del ducato di Parma di già accennata.
Nel 1839 il D. Berzieri scoprì la virtù terapeutica delle acque di Salsomaggiore confermata dal Dottor Valentini con molteplici, ordinate e sapienti esperienze.
Nel 1847 sorse il primo stabilimento balneare per opera sempre del Dottor Valentini.
Nel 1852 furon gettate le fondamenta dello Stabilimento « Vecchio » terminato nel 1856.
Nel 1879 cominciò la cura delle inalazioni.
Nel 1883 s’ inaugurò lo Stabilimento Nuovo.
Nel 1888 si costruì l’acquedotto Corazza.
Nel 1890 si costruì la tramvia a vapore Borgosandonnino - Salsomaggiore.
Nel 1893 ring. Magnaghi per Sovrano Decreto divenne proprietario di Miniera Salso-iodo-bromica
Nel 1895 si aprirono le « Grandiose Terme Magnaghi ».
Nel 1897 si cominciò la cura invernale nell’ala nuovissima dello Stabilimento Vecchio della Società G. Dalla Rosa e C.i
Nel 1897 si aprì una nuova ala delle « Terme Magnaghi » e si ultimarono gli alloggi annessi alle Terme stesse (Casa alle Terme).
Nel 1897 si aprì il Sanatorium.
Nel 1898 ha avuto principio la costruzione del grande nuovo Hotel, che assicurasi sarà terminato nella primavera del 1900.

 

Cenni Bibliografici.

Scrissero su Salsomaggiore :

Anno 1832-34 — Lorenzo Molossi.
Dizionario dei Ducati di Parma, Piacenza e Duastalla — Già Libreria Reale - Parma.

Anno 1839-43 — Dottor Lorenzo Berzieri.
Intorno ai primi esperimenti terapeutici colle acque di Salsomaggiore negli anni 1839-40-41 — Tipografìa G. Vecchi - Borgo S. Donnino.

Anno 1845-46-47 — Dottor Lorenzo Berzieri.
Cenni sulle principali guarigioni ottenute colle acque di Salsomaggiore — Tre opuscoletti: 1° Supplemenro al num. 92 della “ Gazzetta di Parma „ del 15 novembre 1845; 2° Tip. Fiaccadori, Parma ; 3° Tip. Ferrari, Parma.

Anno 1857 — Dottor Giovanni Valentini.
Salso, le sue saline e i suoi bagni — Stampato a Parma a spese del governo del ducato.

Anno 1861 — Dottor Giovanni Valentini.
Guida storica, medica e pittoresca ai bagni di Salso e di Tabiano — Parma, Tip. Cavour.
Il Dott. Valentini pubblicò inoltre molti opuscoli e memorie sulle acque di Salso, di cui non si fa cenno per brevità.

Anno 1861 — Davide Rabbeno.
Delle condizioni della statistica nell’ Italia Centrale, con un saggio di Statistica del Comune di Salsomaggiore — Parma, Tip. Rossi-Ubaldi.

Anno 1871 — March. Guido Dalla Eosa.
Monografia delle acque salso-iodo-bromlche di Salsomaggiore — Parma, Tip. Grazioli.

Anno 1878 — Dottor Francesco Ventura.
Relazione medico-statistica delle cure effettuate coi bagni salini-jodati di Salso.

Anno 1879 — Dottor G. Longhi.
Le acque minerali di Salso ed il primo anno di cure inalatorie.

Anno 1879-80 — Dottori Longhi e Forlanini
Relazione sulle inalazioni.

Anno 1881 — Felice Biazzi.
Nofcizie intorno le acque salino-iodate di Salsomaggiore — Torino, Roux e Favaie.

Anno 1884 — Marchese Guido Dalla Rosa.
Salsomaggiore e i suoi bagni - il suo passato, presente e il suo avvenire — Parma, Tip. Grazioli, due edizioni.

Anno 1886 — Dottor Cav. Malvisi Adolfo.
Relazione sommaria della cura balneare e inalatoria negli Stabilimenti di Salso.

Anno 1889 — G. Masòn.
Degli ospizi marini e più specialmente delle acque di Salsomaggiore.

Anno 1890-99 — Egisto Orlandi.
Salsomaggiore - Manuale di topografia — Tre edizioni: 1. Ferrari e Pellegrini, Parma ; 2. F.lli Bernardi, Piacenza; 3. Luigi Battei, Parma.

Anno 1891 — Dott. Luigi Musini.
Borgo S. Donnino e Circondario. - Supplemento al N. 8915 del “ Secolo ,, ( “ Le Cento città d’ Italia ,, ).

Anno 1892 — Egisto Orlandi
Vita del Dott. Giovanni Valentini (Storia dei Bagni di Salso documentata) — Parma, Luigi Battei.

Anno 1894 — Egisto Orlandi.
Note storiche e polemiche sull’ erezione del monumento ai fondatori dei bagni di Salso — Borgo S. Donnino, Tip. Mattioli (fuori commercio).

Anno 1894 — Dott. Cav. Adolfo Malvisi.
Salsomaggiore e le sue sorgenti salso-iodo-bromiehe.

Anno 1895 — Egisto Orlandi.
Castel Bargone - Novella storica — Borgo S. Donnino, Tip. Mattioli (esaurita).

Anno 1897 — Prof. D. Ettore Baistrocchi.
Osservazioni e considerazioni sugli infermi del Sanatorium di Salso.

N. B. Vedi il Catalogo riguardante la Bibliografìa Idrologica e Climatologica del Parmense — L. Battei, 1898 (fuori commercio).

1899 - PARMA L. BATTEI

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