20 Dicembre 1941-XX - Il Soldato a Salsomaggiore

In linea - Salsomaggiore, 20 Dicembre 1941-XX - Il Soldato a Salsomaggiore -In linea - Salsomaggiore, 20 Dicembre 1941-XX - Il Soldato a Salsomaggiore - Un soldato ci scrive: Siamo subito sinceri: nonostante la divisa grigio-verde ispiri per se stessa rispetto, e massimo onore, specie nel momento attuale, pure non dappertutto è onorata in quella guisa e con quel decoro che veramente merita; non è questa una constatazione solo personale, ma opinione di quanti, sempre orgogliosi di tale divisa, hanno avuto l'occasione di transitare da una località all'altra. A Salsomaggiore invece le cose sono diverse: il Soldato si trova a suo agio: amato, rispettato, onorato.

Patriottici al cento per cento, i Salsesi vedono nel Soldato che incontrano per le vie il loro marito, il loro Fratello, il loro padre che combatte per la grandezza, e per le alte finalità della Patria e lo salutano riverenti e con rispetto. È una vera fusione di spiriti; è una perfetta comunanza di ideali; e quale cosa più dolce per una madre che ha forse l'unico suo figlio al fronte, di quella di scambiare con un Soldato una parola di conforto? Quale consolazione maggiore per una giovane sposa che ha dato il più grande suo amore alla Patria, di quella di sentire forse da colui che ha raccolto l'ultimo respiro dell'adorato marito, il giorno, l'ora il momento del sacrificio, le prodezze, le gesta eroiche? Ricordo un fatto; non è avvenuto a Salsomaggiore, ma poco lungi. In linea - Foglio d'ordini del fascio di SalsomaggioreUn soldato, un giorno, entra in un negozio di pane; aveva fame, e doveva ancora percorrere molta strada per raggiungere la sua abitazione; era inviato in licenza di convalescenza per congelamento ai piedi, contratto durante la campagna di Grecia. Una giovane donna, intenta a fare la spesa, nel vedere il Soldato e nel riconoscere nelle mostrine e nel fregio il Reggimento e la Compagnia di suo marito caduto eroicamente su quel fronte, si, mise a singhiozzare disperatamente. Il buon soldato, tutto cuore, si avvicinò alla povera donna e chiese spiegazioni; e quando la Sposa pronunciò il nome dei suoi sogni e della sua felicità, un brivido corse: per le vene del Militare ed una lagrima amara irrigò le sue gote; quell'uomo suo carissimo amico, era morto fra le sue braccia e le ultime parole raccolte furono: “Sii tu il consolatore di mia moglie”. E difatti lo fu poi veramente. Il Militare, fedele al mandato ricevuto, sarà il consolatore e il compagno di quella povera donna. Potrà dirsi questo, gioco del destino? Sì, ma è anche comprensione vicendevole che eterna nel cuore del Soldato l'affetto alla famiglia e nella famiglia il pensiero perenne di colui che, noncurante di privazioni, di sacrifici e di pericoli, suggella col suo sangue le glorie di quei martiri e di: quegli eroi che. Sono caduti per gli immortali destini dell'Italia Fascista. Salsomaggiore è in pieno possesso di tale comprensione; una dimostrazione senza pari è stata data quando Salso ebbe l'onore di ospitare i feriti provenienti dal fronte greco-albanese. Lo scrivente, che ha visto in tantissime altre città il giungere di treni Ospedali, è rimasto veramente attonito e confuso nel vedere le dimostrazioni che si sono svolte per rendere omaggio agli intrepidi difensori del nostro Paese. Durante poi la degenza di tali eroi, si è avuta una assistenza così materna, specie da parte delle Donne Fasciste, che è addirittura superfluo il parlarne. E quantunque la modestia e l'umiltà di tali Donne che consumarono la loro opera nel silenzio e nello spirito di abnegazione, non permetta alcuna pubblicità, pure, interpretando il desiderio e la volontà di tanti beneficati, vada il ringraziamento sincero, cordiale ed eterno di oltre cinquecento degenti, ad esse che con vero spirito materno, con divine parole di conforto e con generosità di animo, hanno dato ad ogni ferito ogni assistenza, contente solo quando riuscivano a sollevare un cuore dagli indicibili dolori che lo martoriavano. Tutto ciò rimarrà nel cuore riconoscente di tanti soldati, i quali, rafforzati da un così caro ricordo, ingaggeranno certo nuove battaglie per una sempre maggiore gloria d'Italia. Unico pensiero di queste Donne Fasciste era la felicità dei feriti; era il poter attenuare un dolore disperato. E quando passavano di corsia in corsia, raggiava il volto dei ricoverati e si mutava m una atmosfera di arcana dolcezza spirituale; il conforto era l'unica loro aspirazione e ne erano certi di averlo da Donne, pienamente comprese del grande valore di quel sangue versato, seme di nuove gesta. Salsomaggiore, con l'Ospedale Militare, ha scritta una pagina brillante della sua storia; pagina di squisitezza d'animo, di gentilezza di pensiero che sarà di esempio alle generazioni di oggi e di domani e sarà di emulazione a quanti ben comprendono e sanno valutare una goccia di sangue versata per i destini imperituri di Roma immortale.

 

Soldato Scarabello Adelino

 

ESEMPIO DA IMITARE

 

 

 

ESEMPIO DA IMITARE

Abbiamo il piacere di rendere noto che con l’approssimarsi delle feste natalizie l'impresa di costruzioni Albrigi Carlo, con tutti gli operai dipendenti del cantiere di Salsomaggiore, che hanno acconsentito con prontezza e con fede all'invito del loro principale, hanno stabilito di offrire per ciascuno, la paga di tre ore lavorative in favore delle famiglie dei camerati di lavoro richiamati alle armi. Inoltre, come già in precedenza fatto, l'impresa Albrigi ha inviato ai suoi operai richiamati, la somma di L. 25 per ognuno con auguri di buone feste e di vittoria.

Fonte:www.internetculturale.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna