Calestani Jacopo - sacerdote

Calestani Jacopo - sacerdoteCalestani Jacopo - sacerdote - Parroco a Tabiano nella prima metà dell'ottocento, Don Jacopo Calestani, uomo intelligente e stimato santo dai suoi parrocchiani, del quale ammiravano le alte doti di mente e di cuore e la sua attività contrassegnata da uno zelo fervido di carità, aveva intuito il grande avvenire del paese ed il beneficio che l’uma­nità sofferente avrebbe tratto dal­le miracolose acque. Il santo uomo, che nulla trascurava per il bene dei suoi fedeli, considerati i vantaggi curativi che facevano affluire alle fonti un sempre crescente numero di malati, con tenacia e fede profonda si adoprò per interessare l’allora regnante Duchessa di Parma, Maria Luigia d’Austria, vedova di Napoleone 1°. La calda supplica ottenne l’auspicato intervento del Regio Governo, che disponeva per la costruzione di un capace stabilimento balneo-termale e di un indispensabile tronco stradale che congiungesse Tabiano a Borgo S. Donnino.

Maria Luigia nel 1838 acquistò le fonti di Tabiano con i terreni annessi, e ne fece dono agli Ospedali Civili di Borgo San Donnino affinchè venisse eretto “un conveniente locale per i bagni”. L’anno dopo gli Ospizi Civili di Borgo S.D. bandirono una sottoscrizione per la costruzione di uno Stabilimento dei Bagni: ad aprire la sottoscrizione era la stessa Sovrana con la somma di 10.000 nuove lire, a fronte di una spesa prevista in 40.000 nuove lire. Il primo Stabilimento, su progetto di Nicola Bettoli, primo Architetto di Corte, autore anche del teatro Regio di Parma, venne inaugurato nel giugno del 1842. Era un edificio molto semplice, con un corpo centrale e due ali laterali simmetriche; disponeva di 12 vasche di marmo (4 in marmo bianco di Carrara e 8 in marmo rosso di Verona). Come primo Direttore Sanitario delle Terme fu chiamato dalla Sovrana il Dottor Lorenzo Berzieri, già scopritore delle virtù terapeutiche delle acque di Salsomaggiore.

 

 

 

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